La Scuola della Montagna è un’Associazione di Promozione Sociale che opera in Basilicata. Nasciamo nella primavera del 2024 come un’insolita alleanza di ricercatori, educatori e docenti lucani accomunati dalla volontà di dare risposte concrete e operative alle emergenze socio-economiche della nostra regione.
Come cittadini ed educatori ci spaventano sempre più i dati -oramai diventati tragici- relativi all’emigrazione giovanile, al gelo demografico, agli squilibri territoriali, alla mancanza di opportunità e servizi della nostra regione e, per questo motivo, abbiamo deciso di condividere le nostre esperienze e le nostre competenze per metterle a servizio di percorsi e soluzioni in grado di dare risposte al declino in corso.
La nostra progettualità è tutta racchiusa nel nostro essere primariamente scuola, dove per scuola intendiamo l’essere innanzitutto una comunità libera e democratica che deve essere capace, nello spirito della nostra Costituzione, di abbattere muri, creare ponti e stabilire connessioni.
In una Regione sempre meno comunità e sempre più arcipelago di egoismi, miopie localistiche e strategie di cortissimo respiro, avvertiamo infatti la forte necessità di raccontare una storia profondamente diversa: una storia intrisa di bellezza e opportunità, in cui le distanze geografiche dei nostri 131 paesi e delle decine di altri paesi limitrofi alla nostra regione, siano motivo di ricchezza e non di divisione, diventando una splendida cornice in cui condividere pratiche e attività virtuose, favorendo al tempo stesso l’incontro e lo scambio fra persone, specialmente giovani e giovanissimi.
In questo senso la montagna, intesa sia come spazio geografico che come tempo storico in grado di racchiudere la millenaria stratificazione del nostro passato, rappresenta sicuramente il terreno ideale su cui ricostruire un comune senso di appartenenza e di rilancio della nostra piccola comunità regionale.
Già nel 2013 la Strategia Nazionale per le Aree Interne, nel prescrivere che i progetti di sviluppo locale fossero proposti in ottica place-based, raccomandava che ci si orientasse proprio sulle effettive potenzialità del territorio per invertire, o quantomeno mitigare, i processi di marginalizzazione delle nostre aree interne. Tale strategia, declinata attraverso alcune azioni quali la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, del turismo sostenibile, delle specialità agricole e dei sistemi agro-alimentari, nonché delle produzioni locali e artigianali, rappresenta ad oggi una sfida ancora più necessaria. Da un lato per via dell’inevitabile impoverimento del nostro sapere e saper fare dovuto alla progressiva scomparsa delle generazioni più anziane e alla mancanza di giovani attratti dal lavoro artigianale e agricolo. Dall’altro per le grandissime sfide ambientali che il cambiamento climatico ci sta mettendo di fronte, spingendoci ad un approccio sempre più orientato al rispetto della biodiversità e alla salvaguardia degli ecosistemi.
L’impegno educativo e formativo della nostra associazione è dunque innanzitutto finalizzato a dare risposte interpretative e operative a tale scenario. Vogliamo far sì che la montagna, come insieme di ecosistemi diversi (urbano, rurale e boschivo), non sia vista dalle generazioni più giovani come una condanna all’isolamento e alla marginalità, ma -al contrario- come un’opportunità di realizzazione personale, di crescita professionale e di costante apertura al mondo e alle sue sfide. Attraverso metodologie didattiche innovative e inclusive, laboratori, seminari, webinar, masterclass, corsi teorici e pratici e progetti di scambio culturale con paesi europei ed extraeuropei intendiamo così intercettare giovani e giovanissimi interessati a vario livello alle attività dell’ambito agro-silvo-pastorale, dell’artigianato e del turismo sostenibile, offrendo loro percorsi formativi che vanno dalla pre-qualificazione di tipo culturale e ricreativo, sino a percorsi di qualificazione, riqualificazione, specializzazione e aggiornamento professionale.
Tale offerta vuole essere erogata secondo un approccio context-oriented in cui ad una trasmissione frontale e cattedratica dei saperi si predilige un dialogo dei saperi, uno scambio non verticistico fra discenti e formatori che, attraverso l’approccio fattivo della ricerca-azione, sia capace di costruire una comunità aperta, un laboratorio permanente di ricerca, di sperimentazione e innovazione capace di coinvolgere a vario titolo tutti i soggetti in formazione: dai ragazzi più giovani che aderiscono ai laboratori di primo livello, sino ai professionisti che intendono aggiornare il proprio profilo professionale.
Per raggiungere tale ambizioso traguardo la Scuola della Montagna intende costruire reti e partnership stabili con le tante realtà virtuose presenti sul nostro territorio. Vogliamo innanzitutto affiancare le scuole di ogni ordine e grado per offrire il nostro supporto progettuale alle attività di orientamento, di relazione col territorio e di legame col suo tessuto produttivo, soprattutto in ottica di contrasto alla dispersione scolastica. Intendiamo altresì creare un’ampia platea di stakeholder che, sia a livello locale (aziende agricole e alimentari, botteghe artigiane, piccole cooperative, pro loco, ecc.), sia a livello regionale (associazioni di categoria, enti bilaterali, istituti di credito, ETS, associazioni di promozione sociale, ecc.) possa cooperare -di concerto anche con le istituzioni locali- nella costruzione di comunità di pratica in cui si possa imparare facendo, maturando cioè competenze e know how attraverso un approccio concretoe una partecipazione diretta ai contesti produttivi più virtuosi e orientati ai temi della sostenibilità. Vogliamo inoltre stabilire un dialogo molto stretto con il mondo universitario e la sua comunità scientifica, ponendoci la sfida di tradurre e trasferire i suoi esiti scientifici in pratiche orientate all’arricchimento culturale delle comunità locali, migliorando le condizioni del loro patrimonio agro-silvo-pastorale attraverso i principi dell’agroecologia.
Come detto in premessa, il nostro fare ed essere comunità parte dunque dalla necessità di costruire ponti e stabilire connessioni: con l’ambiente, con l’altro, con il nostro patrimonio culturale e con il tessuto produttivo del nostro territorio. In ultimo, non di certo per importanza, ci sentiamo però di aggiungere un altro aspetto sul quale vogliamo concentrare i nostri sforzi: la necessità di una connessione intergenerazionale.
Ci emoziona fortemente un bellissimo titolo di un libro di Carlo Levi, il futuro ha un cuore antico , ed è per questo che il nostro impegno educativo e formativo non vuole rivolgersi in modo esclusivo a giovani e giovanissimi, ma vuole anche mettere in moto pratiche virtuose di scambio generazionale in cui coinvolgere in modo inclusivo tutte le fasce d’età, in un’ottica di crescita e arricchimento reciproco. Recepiamo infatti con favore le recenti Raccomandazioni UE (2018) in materia di apprendimento e formazione permanente, trovando necessario offrire conoscenze, abilità e competenze che consentano di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro, mettendo in condizione tutti, anche i soggetti non più in età di formazione, di riorientarsi professionalmente o anche solo sentirsi più partecipe del territorio in cui si vive. Per questo motivo intendiamo costruire il più possibile proposte didattiche aperte, in cui ciascuno possa trovare stimoli, input e idee indipendentemente dalle proprie conoscenze di partenza.
Oltre agli adulti è impossibile non pensare poi ai depositari della nostra memoria storica, gli anziani, ai quali vogliamo rivolgere un’attenzione particolare sia per rispondere alla mancanza di servizi a loro dedicati sia per mettere in condivisione con la comunità la loro memoria e il loro insostituibile bagaglio di esperienze. E’ perciò per noi un importante obiettivo quello di costruire collaborazioni preziose con comunità locali, associazioni e sindacati di categoria, RSA ai quali rivolgere la nostra offerta formativa e costruire insieme percorsi di scambio culturale e reciproca frequentazione.
In ultimo, non di certo per importanza, l’attenzione al mondo dell’infanzia (0-11 anni) e della preadolescenza (11-14 anni). La Scuola della Montagna nasce innanzitutto come gruppo di docenti ed educatori che, lavorando quotidianamente nelle scuole di ogni ordine e grado, ha ben presente le difficoltà materiali dell’attuale sistema educativo e formativo. Pur rimanendo la scuola il luogo migliore dove imparare a crescere, a diventare autonomi, indipendenti e padroni della propria vita, è evidente come oggi la scuola faccia sempre più fatica ad arginare marginalità, diseguaglianze e nuove povertà, riuscendo a porsi sempre meno come strumento di riscatto ed emancipazione personale. Per questa ragione, così come il bambino o l’adolescente hanno bisogno di scaffolding per portare a termine un compito, pensiamo che gli stessi sistemi educativi abbiano oggi bisogno di un’impalcatura esterna che contribuisca a mantenere tutti gli attori di questo processo dentro i paradigmi di un’educazione efficace. Là dove la scuola ha dei limiti, nelle risorse economiche, nel personale e nelle idee; là dove il territorio non offre le risposte di cui la popolazione ha bisogno, ecco che il supporto attivo e costruttivo delle associazioni, degli enti formativi e culturali può fornire una risposta concreta al problema, soprattutto nei comuni più periferici meno interessati dalla presenza di tali attori.
Intendiamo per questo motivo offrire un supporto concreto per arginare povertà educativa e abbandono scolastico attraverso l’attivazione di percorsi di pre-scuola e dopo scuola che, oltre a fornire un valido aiuto alle famiglie, possano sostenere bambini e ragazzi nel loro percorso scolastico attraverso varie attività: sostegno allo studio, laboratori ambientali, artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, gioco e attività motorie, ecc. Vogliamo inoltre estendere la presenza della nostra comunità educante nei singoli comuni anche al periodo estivo, attraverso l’organizzazione di centri estivi ispirati alla filosofia dell’edutainment e fortemente connessi alla vita estiva del territorio.
Rivolgendo l’attenzione alla prima infanzia e ai bambini più piccoli, è poi evidente anche qui come il quadro dei servizi offerti da enti e associazioni non sia dei più incoraggianti. Per quanto riguarda asili nido e servizi per la prima infanzia, nel 2020 in Basilicata l’offerta di posti è stata di soli 2.358 unità, a fronte di circa 11mila residenti con meno di 3 anni nella regione (fonte Openpolis) ovvero una copertura del 21,5%, al di sotto della media nazionale (27,2%) e ben oltre la soglia del 33% fissata in sede UE. Attraverso una specifica attività di progettazione e la presenza di educatori specializzati, la nostra Scuola intende interagire con le amministrazioni comunali per attivare anche asili nido e servizi per la prima infanzia e fornire supporto didattico ed educativo a quelli già operanti.
Tutte le attività della Scuola, sia quelle rivolte a giovani e adulti, sia quelle rivolte a bambini e ragazzi, sono il più possibile costruite in un’ottica inclusiva che vuole rendere tangibile il più alto e importante principio educativo prescritto dalla nostra Costituzione: la scuola è aperta a tutti (art. 34). Oltre all’apertura intergenerazionale e alla costruzione di comunità, questo principio ci ispira quindi a orientare i nostri sforzi nel rendere possibile la partecipazione anche a persone con disabilità. Il nostro impegno è quello di declinare tale obiettivo non solo nei semplici termini di accessibilità alle nostre attività, ma di rendere queste ultime delle valide e concrete opportunità di crescita delle proprie autonomie e abilità. Grazie alle competenze specifiche maturate da educatori e docenti della Scuola nell’ambito della pedagogia speciale e della progettazione in ottica ICF, ogni attività potrà dunque prevedere specifici percorsi personalizzati che permetteranno alla persona con disabilità di vivere pienamente e insieme agli altri corsisti l’esperienza didattica, godendo al massimo dei suoi benefici formativi. In virtù della nostra esperienza sul campo, vogliamo inoltre accompagnare associazioni, enti, scuole e famiglie nella definizione di progetti specifici e laboratori per le autonomie, oltre che sensibilizzare tutti gli attori in campo sull’importanza della progettazione individuale e del Dopo di noi.
In conclusione, la Scuola della Montagna nasce in un momento storico estremamente complesso, all’interno di un contesto impervio. La portata delle sfide di cui questo documento prova semplicemente a dare qualche cenno è tale da rendere sicuramente ambiziosi, se non addirittura folli, i traguardi di lungo periodo che ci siamo posti.
Più che l’ambizione, ciò che però accomuna questa giovane associazione nata un po’ per caso, attraverso il reciproco contagio di idee, intuizioni ed entusiasmi, è sicuramente la necessità di fermare il declino in atto. Superare paure, timidezze, egoismi e isolamenti professionali per ritrovare il piacere della condivisione, della comunità e della costruzione collettiva del proprio futuro.
La strada sarà sicuramente lunga, e in salita, ma vogliamo ostinatamente percorrerla.
Sognava rocce alte, spazi aperti e cielo sopra la testa. Senza era triste
Mauro Corona